“La scuola del futuro”, #FUTURACAMPOBASSO

We must be swift as

the coursing river

…Be a man…

With all the force

of a great typhoon

…Be a man…

Il viaggio verso l’appuntamento di #FUTURACAMPOBASSO si apre, per quattro giovani uomini (e donne!) del XXV Aprile/Faccio di Cuorgnè, su queste note del cartone Mulan, alle 6:45 di un freddo Mercoledì di novembre. Proprio questo sarà l’obiettivo ultimo di questa esperienza: crescere, in tre giorni in un posto sperduto che molti dicano non esista, più di quanto si possa fare a volte in anni di lezioni frontali.

La prima ora di viaggio è un lungo dialogo che va dal “Cosa possiamo aspettarci?” al “Ma saremo almeno tutti insieme?” poi le riserve vengono sciolte e tra briscole, chiacchiere e dormite si arriva a Campobasso, dopo dodici ore di viaggio ed una piccola tappa a Roma.

Il giovedì mattina tutte le delegazioni prendono parte alla presentazione ed inaugurazione del “civichack” e dell’hackathon nazionale, con un’alternanza di spettacoli musicali offerti dalle scuole del territorio e di discorsi inaugurali; l’hype viene raggiunto alla presentazione delle quattro sfide:

Le rappresentative del civichack si cimenteranno con l’innovare la filiera agroalimentare, punto di forza della regione, partendo dalle tradizioni molisane, e sull’immaginare un Molise nel 2050, con un occhio di riguardo all’inquinamento luminoso.

Le rappresentative dell’hackathon nazionale, invece, saranno assegnate all’ “Hacking for school safety”, dove dovranno riqualificare un ambiente scolastico all’insegna dell’innovazione tecnologica, della maggior sicurezza e con l’obiettivo di migliorare la qualità della didattica, oppure all’ ”Hacking safety for school through storytelling”, in cui tramite uno strumento accattivante e moderno dovranno costruire una storia per sensibilizzare i propri coetanei sul tema della sicurezza.

Appena ricevute le mission, i ragazzi vengono trasferiti in palestra, e da lì (dopo un lauto e meritato pranzo) parte la maratona progettuale vera e propria: ogni gruppo si concentra sul mettere sul tavolo tutti i possibili problemi, le soluzioni ed i progetti che passano per la mente, comprendendo man mano quanto sia accattivante e difficile la sfida alla quale sono stati chiamati, ma anche quanto sia complicato renderla realizzabile e calarla nella loro realtà quotidiana.

Le giornate di lavoro scorrono veloci come il vento; il tempo, che sembrava all’inizio ai ragazzi molto (“Ma prof, in mezzo pomeriggio noi abbiamo già fatto tutto eh, si fidi!”) viene inesorabilmente a mancare: la deadline per la consegna degli elaborati è sabato mattina alle 7:30, e viene salutata da sguardi assenti, stanchi ma fiduciosi, e da allievi alienati dopo aver lavorato tutta la notte, rinunciando persino in larga parte alla silent disco prevista per il venerdì sera. La passeggiata fino al teatro si svolge in un silenzio carico di tensione, con i vari gruppi stretti attorno a chi avrà l’onore ed onere di rappresentarli in quei tre minuti sul palco: sono annullate le appartenenze alle scuole ed alle diverse regioni geografiche, quello che conta è solo la buona riuscita del progetto.

Nella maestosa cornice del Teatro Savona vengono infine annunciate le premialità: i due team vincitori del “civichack” rappresenteranno il Molise alla prossima finale di FuturaItalia; il team vincitore della sfida numero 2 (del quale fa parte anche un’incredula ma felicissima allieva di Cuorgnè) potrà partecipare alla “Winter school” dell’architetto Mario Cucinella a Bologna ed il vincitore della sfida numero tre… udite udite… andrà a realizzare il proprio video clip negli Stati Uniti!!

E’finita la cerimonia di chiusura che si comprende il vero miracolo ed il senso di queste iniziative: tutti i ragazzi, dai vincitori a coloro che non hanno potuto presentare il progetto, hanno stampato in faccia un sorriso, una nuova luce ed una risoluzione… sono diventati un poco più grandi, per loro ora è un poco più facile…

 be a man.

 

Prof. Matteo Vaio

Posted in News 2018.